CONDIVISIONE SOLIDARIETA' DIGNITA'
CONDIVISIONE SOLIDARIETA'          DIGNITA'

PER UNA SICILIA "EUROPEA"

 

Brevemente per chi non ha voglia o tempo:

( A fine pagina spazio per i vostri commenti)

 

1.    AGGIORNARE IL CONTROLLO DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE
La base di questo programma, è un'amministrazione "virtuosa" con l'introduzione di una stretta collaborazione Stato – Regione per la verifica della corretta gestione amministrativa.
2.    POTENZIARE LE VOCAZIONI DELLA SICILIA
Turismo, con l’introduzione del “turismo residenziale”, Agricoltura e Pesca, potenziando l’industria della trasformazione e della conservazione, Porti e cantieri, realizzando una politica cantieristica rivolta soprattutto alla manutenzione delle imbarcazioni
3.    REALIZZARE UNA POLITICA DI LAVORI PUBBLICI
Mediante un “piano regionale di lavori pubblici” (nel dettaglio le modalità di finanziamento)
4.    AFFRONTARE LA PIAGA DEL LAVORO NERO
5.    COLLABORARE CON LO STATO NELLA LOTTA ALLA MAFIA
Mediante una stretta collaborazione con gli organi dello Stato ed una riorganizzazione amministrativa della Regione che ne massimizzi la trasparenza.
6.    METTERE IN ATTO L'ARTICOLO 21 COMMA 3 DELLO STATUTO
Dovrà essere reso prassi normale quanto previsto dallo Statuto Siciliano (che è legge costituzionale) “il Presidente della Regione col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione"
7.    RIVEDERE I COSTI DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE

dovranno essere emanate due leggi:
• Una che regoli i costi della sanità, riportandola ai livelli nazionali
• Una che riveda gli organici della Regione e sancisca che, per un numero di    anni da definire, non saranno effettuate assunzioni di dipendenti della Regione.

 


Più in dettaglio (alla fine è possibile inserire commenti):

 

1. AGGIORNARE IL CONTROLLO DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE

Il presente programma politico si ripropone il rilancio dell'economia siciliana mediante la messa in atto di quelle parti dello Statuto Siciliano ancora disattese allo scopo di mettere a disposizione della Regione maggiori disponibilità finanziarie. Ciò configura una collaborazione con lo Stato che implicherebbe un rapporto fiduciario mai verificatosi dacché esiste l'autonomia, in parte per le carenze mostrate dalle amministrazioni regionali nel tempo succedutesi che, quindi, non hanno saputo porre rimedio, anzi perpetuandola, alla scarsa attenzione dimostrata verso la Sicilia dai Governi nazionali dall'unità fino alla seconda guerra mondiale.

La base di tale impostazione del programma, non può, quindi, che essere un'amministrazione "virtuosa", con l'intrapresa di talune misure come specificato nell'ultimo punto del programma, ma anche con l'introduzione di una stretta collaborazione Stato – Regione per la verifica della corretta gestione amministrativa.

Il primo punto del programma è quindi costituito dall'avvio di un progetto Stato – Regione che individui le modalità di tale collaborazione.

 

2. POTENZIARE LE VOCAZIONI DELLA SICILIA

a) Turismo
Il turismo rientra fra le materie non di esclusiva pertinenza della Regione, ma per le quali, in base all'art. 17 dello Statuto Siciliano, la Regione Siciliana può "emanare leggi entro i limiti cui si informa la legislazione dello stato".

Il turismo verso la Sicilia potrà essere potenziato mediante una legge tendente a trasformarlo, in larga misura, da turismo "mordi e fuggi" a turismo residenziale, mediante convenzioni con tour operator del nord Europa e strutture turistiche siciliane che rendano possibile che pensionati delle zone più fredde d'Europa "svernino" senza costi eccessivi in Sicilia, anche per usufruire, oltre che del clima e della natura, degli straordinari tesori culturali ed artistici della Sicilia.

Questa legge va completata con una coerente politica dei trasporti, sia in termini di tariffe che di collegamenti, facendo anche ricorso all'art. 22 dello Statuto "La Regione ha diritto di partecipare con un suo rappresentante alla formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed aerei che possano comunque interessare la Regione"

b) Agricoltura e pesca

Va potenziata l'industria della trasformazione e della conservazione dei prodotti della terra e del mare mediante progetti, in collaborazione con le organizzazioni imprenditoriali, che utilizzando fondi europei, e mediante l'istituzione di marchi europei e certificazioni di qualità e rintracciabilità, diano ai prodotti siciliani visibilità europea, facilitandone la diffusione commerciale.

c) Porti e cantieri

Va fatto tesoro della posizione geografica della Sicilia, al centro del Mediterraneo, per realizzare una politica cantieristica rivolta innanzitutto alla manutenzione di imbarcazioni anche di grandissime dimensioni (superpetroliere). Va quindi avviato un progetto che, utilizzando fondi europei, realizzi le strutture a ciò necessarie, ivi compresi grandi bacini di carenaggio.

 

3. REALIZZARE UNA POLITICA DI LAVORI PUBBLICI

L'arretratezza economica della Sicilia ha varie motivazioni, fra le quali hanno certamente un peso rilevante le infrastrutture per la carenza di opere pubbliche che ha caratterizzato tutta la storia siciliana, dall'unità in poi.

Un programma politico per la regione Siciliana non può quindi prescindere da progetti di realizzazione di opere pubbliche capaci di riportare, in materia, il territorio siciliano a livelli europei. A questi fini la Regione dovrà curare la messa a punto di un Piano Regionale di Lavori Pubblici.

Ovviamente la realizzazione di ciò implica che si affrontino oneri finanziari di notevoli dimensioni.

Come finanziare questi costi ?

Va innanzitutto cambiata la capacità, finora nulla, della Regione Siciliana, di utilizzare in maniera proficua fondi europei.

Quindi il progetto di opere pubbliche in Sicilia deve innanzitutto basarsi su questo radicale cambiamento di rotta, mediante l'istituzione, nell'ambito dei vari settori dell'amministrazione, di funzioni aventi lo specifico compito dell'utilizzo dei fondi europei, compito che dovrà anche costituire "obiettivo di lavoro" delle funzioni stesse.

Tuttavia esistono anche altre possibilità di finanziamento.

L'art. 38 dello Statuto prevede che "Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici".
Il dettato di tale articolo consente quindi, in presenza del piano di cui sopra, di prevedere che una parte dei costi sia finanziata dallo Stato.
Peraltro può anche essere messa in cantiere una trattativa con lo Stato che preveda una modifica dell'articolo 38, con legge costituzionale, per sancire che la spesa pubblica consolidata (quindi di tutti gli enti pubblici) pro-capite in Sicilia debba essere pari alla media nazionale, con conseguente impegno dello Stato a versare alla Regione Siciliana il minor incasso degli enti pubblici siciliani al fine di pervenire ad una disponibilità pro-capite pari a quella nazionale.

Il finanziamento ed il bilanciamento delle entrate fiscali degli enti pubblici siciliani, rispetto all'intero paese, può essere compiuto anche a norma degli artt. 36 e 37 dello Statuto.

L'art. 36 così recita: "Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della regione e a mezzo di tributi deliberati dalla medesima".
Per provvedere alla messa in atto di tale articolo (finora disatteso):
• lo Stato dovrà cedere, a norma degli artt. 32 e 33, i propri beni esistenti nella Regione Sicilia, ancora di proprietà dello Stato;
• lo Stato dovrà rinunziare ad alcuni tributi, che diverranno tributi della Regione Sicilia, concordando in quali casi l'autonomia fiscale riguarderà soltanto l'incasso o anche le aliquote delle imposte. In tale contesto dovrebbe rientrare una parte importante delle entrate fiscali, ossia l'IVA, che dovrebbe divenire, in Sicilia, imposta regionale relativamente a tutto ciò che viene venduto in Sicilia, adottando, a livello regionale, le modalità adottate fra gli stati dell'Unione Europea. Ciò sostituirebbe l'attuale sistema di storno di una parte dell'IVA alla Regione Siciliana, non corrispondente alla realtà delle transazioni commerciali.

L'art. 37 stabilisce che "Per le imprese industriali e commerciali, che hanno sede centrale fuori del territorio della regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell'accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi." In questo caso si tratta di mettere in atto lo statuto ai fini delle imposte dirette.

 

4. AFFRONTARE LA PIAGA DEL LAVORO NERO

È noto come in Sicilia il lavoro nero costituisca un problema particolarmente grave, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista economico. Dal punto di vista sociale contribuisce a dare instabilità e insicurezza ai lavoratori ed alla violazione delle leggi e dei contratti di lavoro, dal punto di vista economico genera evasione sia fiscale che contributiva.

L'art. 17 dello Statuto attribuisce alla Regione Siciliana la potestà di emanare, entro i limiti della legislazione dello Stato, "leggi in materia di legislazione sociale: rapporti di lavoro, previdenza ed assistenza sociale, osservando i minimi stabiliti dalle leggi dello Stato."

Vista la particolare incidenza sul sistema Sicilia del lavoro nero, la Regione potrà avvalersi della potestà di cui all'art. 17 per emanare leggi per la lotta al fenomeno.

 

5. COLLABORARE CON LO STATO NELLA LOTTA ALLA MAFIA

Anche nel caso della mafia ci si trova in presenza di un fenomeno socialmente riprovevole ed economicamente distruttivo. In relazione a ciò, la Regione Siciliana non può esimersi dal darsi una struttura che favorisca la lotta alla mafia.

A questi fini si dovrà realizzare un progetto che, in collaborazione stretta con le organizzazioni antimafia dello Stato, pool antimafia della Magistratura e strutture antimafia di Polizia e Carabinieri, conduca alla riorganizzazione amministrativa della Regione che metta in condizione le organizzazioni antimafia di avere la massima visibilità, a livello capillare, del sistema economico siciliano.

Il progetto dovrà anche valutare se, fra le revisioni della struttura e dell'organizzazione della Regione, sia opportuno includere l'attuazione dell'art. 21 comma 2 , in base al quale "il Presidente della Regione rappresenta nella Regione il Governo dello Stato" (potere in atto devoluto ai Prefetti) e dell'art. 31 comma 1 in base al quale "al mantenimento dell'ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della Polizia di Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l'impiego e l'utilizzazione dal Governo regionale." Allo scopo di non tenere in piedi norme costituzionali disattese, l'eventuale conclusione negativa in merito da parte della commissione incaricata della redazione del progetto antimafia, dovrà portare alla legge costituzionale di abrogazione dei suddetti articoli dello Statuto.

 

6. METTERE IN ATTO L'ARTICOLO 21 COMMA 3 DELLO STATUTO

L'art. 21 comma 3 stabilisce che il Presidente della Regione "col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione".

Compito del presidente della Regione sarà fare richiesta formale di attuazione della norma (costituzionale) e ricorrere, eventualmente, alla Corte Costituzionale nel caso in cui il Governo Nazionale approvi misure che interessano la Sicilia in assenza del Presidente della regione Siciliana.

 

7. RIVEDERE I COSTI DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE

Tutto quanto enunciato nei punti precedenti potrà essere richiesto, ottenuto e messo in atto soltanto a condizione che si introduca un cambiamento radicale nella gestione della regione, rendendola "virtuosa".
Ciò si otterrà nella gestione del quotidiano, con la progettualità evoluta e con la realizzazione di quanto progettato, oltre che con l'introduzione di sofisticate tecniche di controllo gestionale.

Intanto, all'inizio della legislatura, dovranno essere emanate due leggi
• Una che regoli i costi della sanità, riportandola ai livelli nazionali
• Una che riveda gli organici della Regione e sancisca che, per un numero di anni da definire, non saranno effettuate assunzioni di dipendenti della Regione.

 


Commenti

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  • Risposta di Giuseppe (venerdì, 09. novembre 2012 16:43)

    Grazie !!!
    Questo mi è di grande conforto.
    Dovremmo tutti far sentire la nostra voce, specie ora che la tecnologia ce ne offre la possibilità.

  • Ferdinando Zuppiroli (venerdì, 09. novembre 2012 16:32)

    Caro Pippo, Ti voterei con grande piacere !!! Sono assolutamente d'accordo con le idee da Te manifestate !

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